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Dove va l'olivicoltura toscana?

ultima modifica 26/04/2012 12:00
Tavola rotonda. Medoliva, Arezzo 18 maggio 2012
Quando 18/05/2012
dalle 09:30 alle 13:30
Dove Arezzo
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Mai come in questo momento appare evidente l’estrema fragilità dell’olivicoltura toscana. Anche nella filiera regionale di produzione dell’olio di oliva, come in altre, la globalizzazione dei mercati ha rotto gli equilibri commerciali precedentemente esistenti a livello locale e ha esasperato una competizione basata soprattutto sul ribasso dei prezzi. Sul fronte della qualità e della tipicità delle produzioni, le DOP e l’IGP hanno prodotto solo in parte gli effetti sperati e la cultura della qualità degli oli extravergini di oliva appare ancora in generale carente sia presso i consumatori che presso gli stessi operatori del settore.
In questo contesto di grande difficoltà si collocano i tanti piccoli e grandi olivicoltori che in Toscana mantengono 100.000 ettari di oliveti in gran parte costituiti da piante di età assai elevata e spesso collocati in zone morfologicamente molto difficili.
A fronte di questa situazione occorre evidenziare che in Toscana l’olivicoltura rappresenta non solo un’importante attività economica, ma svolge anche funzioni altrettanto rilevanti per la collettività di tipo ambientale, paesaggistico e culturale.
Attraverso questa tavola rotonda vengono affrontati i principali aspetti e peculiarità del settore olivicolo oleario della Toscana, anche in vista della nuova politica agricola comune.